Decollazione di san Giovanni Battista di Francesco Vanni
Olio su tela, post 1589, 85×66 cm

Il dipinto è opera di Francesco Vanni, fratellastro di Ventura Salimbeni con il quale rivestì il ruolo di caposcuola della pittura controriformata  senese tra  fine Cinquento e inizio Seicento.  Dopo una prima formazione locale, il Vanni si perfezionò a Roma lavorando nei principali cantieri decorativi capeggiati da Giovanni De Vecchi. La tela, caratterizzata da un raffinato intreccio di cultura romana, colorismo veneto e baroccismo, è una copia autografa della  pala d’altare con omonimo soggetto, dipinta nel 1589 per la chiesa di s. Leonardo ad Arcidosso, in provincia di Grosseto. L’iconografia è sostanzialmente la stessa, con qualche piccola variante nella composizione dovuta all’adattamento a dimensioni minori, commissionata probabilmente da qualche collezionista locale, non escluso la stessa famiglia nobile perugina degli Arrigucci, presso la quale l’opera è documentata  a partire dal Settecento.

Le fonti attestano la presenza del dipinto nel Palazzo Arrigucci, poi Sorbello, a Porta Eburnea, quartiere di Perugia, nell’appartamento di Anton Maria Bourbon di Sorbello.   Il primo inventario dell’abitazione  fu redatto nel  1804 in occasione della morte del marchese, il quale visse al primo piano del palazzo, condiviso con il fratello Ugolino.

L’appartamento di Anton Maria, ottavo dei sedici figli del capostipite della famiglia, Giuseppe Bourbon di Sorbello e di Marianna Arrigucci, nobildonna perugina,  era abbastanza sobrio, con pochi dipinti concentrati in qualche salotto, descritti sommariamente e senza attribuzioni, ma molti di essi furono visti da Baldassarre Orsini e descritti  nella sua Guida al Forestiere del 1784.

Alla morte del fratello, l’intero piano del palazzo fu occupato da Ugolino Bourbon di Sorbello (1745-1809)  e grazie ad un inventario post mortem del 1809 ci è dato sapere come fosse arredato. La casa di Ugolino a Porta Eburnea contava centotre quadri e centoventiquattro stampe disposti in vari ambienti. Si tratta per lo più di opere descritte sommariamente, fatta eccezione per i quadri di casa Arrigucci ottenuti dalla divisione dei beni fidecommissari con i fratelli, tra cui figurava ancora la Decollazione di San Giovanni Battista, citata negli inventari Arrigucci come opera di  Paolo Veronese, ma correttamente attribuiti a Francesco Vanni dagli inventari Sorbello.

 Il dipinto entra dunque in casa Sorbello attraverso un vincolo matrimoniale, viene ereditato da Anton Maria, poi da Ugolino, per passare ad un altro fratello, Uguccione, marchese reggente del casato alla fine del XVIII secolo che portò il quadro nella sua residenza cittadina, quella che oggi è la Casa Museo di Palazzo Sorbello in piazza Piccinino.  Il quadro è stato riacquisito nelle collezioni museali di recente; per l’occasione è stato restaurato e presentato al pubblico per la prima volta in assoluto.